Perizia grafologica e rieducazione alla scrittura a Brescia

La Psicologia della Scrittura - più comunemente detta grafologia - è quella branca della psicologia che ha come scopo lo studio della personalità di un soggetto a partire dalla sua scrittura.

Essa definisce dei criteri interpretativi del gesto grafico che consentono la trasposizione dal piano grafico al piano psicologico. Tale tipo di studio si traduce essenzialmente in una attività di diagnosi.

Come un medico deve dedurre la sindrome di cui è affetto un paziente partendo dall'insieme dei sintomi che presenta la sua cartella clinica, così l'esperto in Psicologia della Scrittura deve dedurre la personalità che caratterizza un soggetto partendo dall'insieme dei segni che presenta la sua scrittura. Per la Psicologia della Scrittura le leggi che legano la scrittura alla personalità sono chiare e scientificamente verificate: sono le leggi della neurofisiologia.

Questa scienza da tempo ha chiarito come quel cervello sorgente dei comportamenti di un soggetto, dei suoi umori, dei suoi affetti e delle sue inclinazioni, è lo stesso cervello sorgente dei movimenti neuromuscolari che producono la scrittura.

In altre parole la scrittura è a tutti gli effetti un encefalogramma: il tracciato grafico registra l’attività cerebrale nella sua globalità, quindi registra la personalità (in quanto come detto quest'ultima è regolata da quella stessa attività cerebrale). Padre Girolamo Moretti, francescano conventuale, nasce a Recanati nel 1879 (che curiosamente coincide con l'anno stabilito per la nascita della psicologia scientifica) e muore ad Ancona nel 1963. Rappresenta il fondatore della grafologia italiana. Moretti si caratterizza per una spiccata attitudine psicologica, che porta alla formulazione di un sistema grafologico in modo del tutto autonomo, privo com’era di specifici studi di psicologia. La sua opera è frutto della trasformazione delle sue intuizione in affermazioni suscettibili di verifica scientifica, e in un metodo rigoroso, oggettivo e trasmissibile, basato su "segni" quantificabili oltre che qualificabili. Nel 1914, con lo pseudonimo di Umberto Koch, pubblica la sua opera fondamentale "Trattato di grafologia Intelligenza sentimento".